Eleven Trade, Premium Spirits and Beverages

DISTILLAZIONE

La distillazione è una tecnica nota sin dall’antico Egitto e impiegata nella separazione di due o più sostanze presenti in una miscela. Il principio fisico-chimico alla sua base è la volatilità delle sostanze: sfruttando la loro tendenza ad evaporare o sublimare a differenti temperature e/o valori di pressioni è possibile controllare in modo preciso quale sostanza si otterrà alla fine del processo.
In ambito industriale vengono utilizzati veri e propri impianti chiamati colonne di distillazione, suddivise in sezioni dette fasciame (di forma cilindrica, a sua volta divisa in una parte alta detta testa o sezione di rettifica e una più bassa detta coda o sezione di esaurimento), bollitore (ove avviene l’apporto di calore) e condensatore (in cui si raffredano e condensano, a volte solo parzialmente, i vapori di testa).

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

DISTILLAZIONE

All’interno della colonna di distillazione vengono a crearsi due correnti, una liquida e una gassosa. La corrente gassosa procede dal fondo o coda della colonna e risale verso l’alto fino a raggiungerne la testa. Qui una parte di questa corrente viene prelevata, mentre l’altra viene fatta condensare per mezzo del condensatore.
Una volta condensata, la corrente gassosa non prelevata va a costituire la corrente liquida, più pesante e che percorre la colonna in senso discendente per gravità. Raggiunta la coda della colonna, la parte più pesante della corrente liquida va a depositarsi sul fondo e viene prelevata ed eliminata dal ciclo; il flusso restante della corrente liquida viene riscaldato dal ribollitore e si trasforma nuovamente in corrente gassosa, e il ciclo così riprende.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

DISTILLAZIONE

Tante più volte viene effettuato questo ciclo, tanto più sarà efficace la separazione e si otterrà una distillazione di maggiore qualità.
Riguardo alle tecniche di distillazione, si passa dalla più semplice detta distillazione flash – a singolo stadio e senza riflusso – alla più complessa distillazione reattiva – in cui all’interno della stessa apparecchiatura avviene contemporaneamente una reazione chimica e in seguito una distillazione. Costituisce una differenza rilevante inoltre l’utilizzo della distillazione continua o discontinua (detta anche batch o differenziale).
Nella distillazione continua la miscela viene immessa continuamente nella colonna di distillazione durante il processo, mentre in quella batch la miscela da trattare viene caricata prima dell’inizio della procedura.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

DISTILLAZIONE

La distillazione continua si presta a trattare grandi quantitativi di miscela e fornisce omogeneità al prodotto finito, mentre la tipologia discontinua è ideale per contenere i costi o per destinare la stessa colonna di distillazione per diverse tipologie di miscele. In particolare nella distillazione batch il prodotto estratto durante le fasi iniziali del processo è più ricco di componenti volatili, mentre viceversa in quelle finali sarà più ricco di quelli meno volatili.
Tra i vari usi della distillazione vi sono la raffinazione del petrolio greggio e la produzione di bevande alcooliche dette distillati. I distillati più comuni sono rum, gin, tequila e vini liquorosi come la marsala o il vermuth.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

RUM

Il rum è una bevanda alcoolica ricavata dalla fermentazione della canna da zucchero. Le sue radici risalgono a migliaia di anni fa: bevande simili furono prodotte in India e in Cina e da lì poi si diffusero. In una testimonianza tratta dai suoi viaggi e risalente al XIV secolo, Marco Polo parla di un “ottimo vino di zucchero” offertogli in quello che ora è l’attuale Iran.
La prima distillazione di rum in un paese occidentale avvenne a Londra nel XV secolo. Inizialmente furono impiegate canne da zucchero indiane, sostituite nel corso degli anni da materie prime provenienti dalle Americhe. La prima distillazione nelle colonie americane ebbe luogo invece nelle piantagioni di canna da zucchero dei Caraibi nel XVII secolo, secondo la tradizione sull’isola di Barbados.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

RUM

Nel corso degli anni le tecniche di produzione si sono via via raffinate, eliminando in modo sempre più efficace ogni impurità e facendo rientrare il rum in una categoria a sè stante di alcoolico.
La produzione del rum inizia piantando i germogli di canna da zucchero nel periodo tra febbraio ed agosto, per ottenere un raccolto ad alto contenuto zuccherino e di maggiore qualità e resa.
A seguito di un periodo di crescita di 12/18 mesi, avviene la fase di raccolta manuale o meccanica. In questa fase è cruciale inviare nel giro di pochissime ore il raccolto all’industria di estrazione del succo. Qui avviene già la prima grande distinzione tra tipi di rum: se l’estratto viene utilizzato per produrre zucchero, e si utilizza la melassa per produrre il distillato, si parla di rum industriale.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

RUM

Nel caso invece il succo venga inviato direttamente alla fermentazione, si parla di rum agricolo. La peculiarità del rum agricolo è la maggior finezza e pregiatezza, dovuta alla mancanza di alterazione delle molecole aromatiche.
La seconda fase della produzione consiste nella fermentazione, aggiungendo del lievito alla melassa o al succo di canna per trasformare la parte zuccherina in alcool etilico ed altri alcoli. La melassa (o il succo di canna) vengono depositati in vasche di fermentazione per un periodo che va dalle 24 ore ai 15 giorni, in base al tipo di rum che si desidera ottenere.
Generalmente una fermentazione breve porterà ad avere un rum dall’aroma leggero, mentre periodi più prolungati aggiungeranno corposità ed un sapore deciso alla bevanda.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

RUM

La fermentazione è comunque una fase delicata, eseguita da veri e propri maestri in condizioni di umidità e temperatura controllate.
La terza fase consiste nella distillazione, per separare l’alcool dall’acqua e selezionare gli aromi che si desiderano ottenere: esistono infatti diversi tipi di alcoli, alcuni più leggeri e dal sapore fruttato o floreale, altri invece dal sapore più deciso.
A questo punto il rum appena distillato è un liquido bianco trasparente, con aromi accuratamente selezionati ma non ancora facilmente distinguibili. Il rum viene inserito in botti – tradizionalmente di quercia americana con interno carbonizzato – e inizia così la fase dell’invecchiamento. Al termine di questo processo si ottiene un distillato stabile con un aroma meglio definito.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

RUM

La fase finale della preparazione del rum consiste nella miscelazione, in quanto rum dello stesso tipo ma invecchiati in botti diverse non hanno lo stesso aroma. Un addetto alla miscelazione combina diverse botti, annate e gradazioni per creare una prodotto che sia sempre identico e facilmente identificabile dai consumatori. Nel caso il rum miscelato sia ottenuto interamente da una singola annata e con i medesimi anni di invecchiamento, si parla di rum millesimato.
A questo punto il rum è pronto per essere imbottigliato e commercializzato.
Come già accennato, si trovano in commercio molti tipi di rum, talvolta molto diversi tra loro.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

RUM

Il rum bianco o blanco, di colore trasparente o molto chiaro, gradazione alcoolica leggera con un profumo molto marcato e una nota di dolcezza, si accompagna bene con succhi di frutta o sciroppi, rendendolo l’ingrediente fondamentale di cocktail come il Daiquiri, il Cuba Libre o il Mojito. Il rum oro, di colore rame chiaro, gradazione alcoolica media e corpo fruttato o vanigliato, si presta ad essere degustato in purezza o per preparare cocktail come il Tropical Papaya.
Il rum scuro, dal colore intenso e un corpo pieno e ricco con sentori dominanti di caramello, è perfetto per la degustazione in purezza. Il rum invecchiato o añejo, preparato miscelando raccolti di annate e distillazioni differenti, presenta una colorazione molto variabile da chiara a scura.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

RUM

Il rum overproof, dalla caratteristica gradazione alcoolica molto alta (fino a 75% vol), trova il suo utilizzo nella miscelazione o nella preparazione di cocktail come lo Zombie. Il rum speziato, ottenuto con infusioni di spezie e frutti (in genere cannella o limone), è ottimo per preparare long drink a base di frutta.
I vari rum si differenziano anche per il metodo di preparazione, detto stile. Lo stile cubano e portoricano utilizza come materia prima la melassa per ottenere un distillato leggero e raffinato. Lo stile giamaicano produce un distillato scuro e forte a partire dalla melassa. Lo stile francese si distingue per un rum molto fruttato e floreale ottenuto dal succo della canna da zucchero. Lo stile Trinidad, infine, ha forti sentori di legno e utilizza la melassa.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

GIN

Il gin è un distillato forte e incolore, prodotto dalla distillazione di un fermentato ottenuto da frumento ed orzo in cui viene messa a macerare una miscela di erbe, spezie, piante e radici.
Il gin è stato sintetizzato per la prima volta nei Paesi Bassi verso la metà del XVII secolo, ad opera di un medico. L’intento originale di questo medico era quello di trovare un rimedio per curare i soldati che si ammalavano di febbre nelle Indie Orientali. Sebbene i risultati del distillato nella cura della febbre siano pressochè nulli, venne alla luce un nuovo tipo di liquore che ebbe presto un grande successo anche in Inghilterra.
Il gin trova largo utilizzo nella preparazione di cocktail, sebbene gli estimatori adorino sorseggiarlo liscio in piccoli bicchieri per apprezzarne appieno tutti gli aromi.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

GIN

Le bacche di ginepro danno al distillato un profumo tipico e un sapore facilmente riconoscibile.
Tra i cocktail più famosi a base di gin, immancabile è il Gin Lemon, a base di gin e limonata. Da ricordare inoltre grandi classici come il Gin Tonic, con acqua tonica, e il Negroni, a base di gin, Campari e vermuth rosso.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

TEQUILA

La tequila è un distillato originario del Messico, ottenuto dalla distillazione dell’agave blu. Prende il nome dalla città di Tequila, nella cui regione iniziò la pratica di distillazione di questo liquore.
La storia di questo distillato risale al XVI secolo. Le popolazioni azteche utilizzavano il succo dell’agave per produrre un liquore bianco chiamato ixtac octli da molto prima dell’arrivo degli spagnoli nelle loro terre, e i conquistadores, una volta terminate le loro scorte di brandy, iniziarono a distillare l’agave a loro volta. Ben presto gli spagnoli iniziarono una produzione sempre più intensiva del distillato, e durante il XIX secolo iniziò un’esportazione di massa del liquore, dapprima verso gli Stati Uniti e in seguito in Europa e resto del mondo.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

TEQUILA

Per la produzione della tequila è utilizzata la piña, ovvero la parte centrale della pianta di agave blu. Dopo la raccolta questa viene cotta a vapore fino ad un massimo di 36 ore, per liberare le sostanze zuccherine ed aromatiche. Il liquido così ottenuto, chiamato aguamiel, viene filtrato e fatto fermentare in grossi contenitori e infine distillato.
Alcune tequile prevedono un’ulteriore fase di invecchiamento prima di poter essere degustate.
Le tipologie più note di tequila sono la Premium, prodotta col 100% di succo di agave blu. La tequila Mixto è invece ricavata da almeno il 51% di succo di agave e con aggiunta di altre sostanze zuccherine come sciroppo di mais o canna da zucchero. La tequila Blanca o Plata, ha come particolarità l’assenza di invecchiamento e il colore chiaro o trasparente.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

TEQUILA

La tequila Joven o Oro presenta un tipico colore dorato ottenuto con addizione di caramello ed un eventuale breve periodo di invecchiamento. La tequila Reposado viene maturata almeno 3 mesi in tini di rovere. La tequila Añejo viene invecchiata in botte da un minimo di un anno fino ad un massimo di 4 o 5 anni. La tequila a più lungo invecchiamento è la Extra añejo, invecchiata fino a 8 anni e caratterizzata da connotazioni organolettiche che la rendono molto simile ad un brandy.
In Messico la tequila si consuma tradizionalmente pura o accompagnata da un estratto detto sangrita, ottenuto da arance, pomodoro e peperoncino piccante. Un altro uso, diffuso largamente, è di servirla in un bicchierino accompagnandola con sale e succo di lime posti sul dorso della mano.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

TEQUILA

Un altro modo di consumare la tequila consiste nella preparazione del cocktail Tequila Bum Bum, dove il distillato viene diluito in un bicchiere con 1/3 di acqua tonica, sbattuto un paio di volte sul tavolo (da qui il nome) e bevuto in un unico sorso. La tequila inoltre è presente come ingrediente alla base di vari altri cocktail come il Tequila Sunrise, l’Acapulco, il Long Island Iced Tea e molti altri ancora.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

VODKA

La vodka è un distillato ricavato dalla fermentazione e successiva distillazione di vari cereali e di patate (fecola e polpa). È considerata la bevanda superalcolica tradizionale russa per eccellenza. Le sue origini sono infatti riconducibili nel XVI secolo in Est Europa, dove Polonia e Russia si contendono la paternità della ricetta e del nome del distillato. La diffusione della vodka nel resto d’Europa si deve agli esuli russi della Rivoluzione d’Ottobre del 1917 che, una volta abbandonato il paese, portarono con loro la ricetta tradizionale del liquore e fondarono distillerie in paesi come Francia e Italia. Nel nostro paese, anche se non è una bevanda considerata tradizionale, la vodka ha conosciuto una larga diffusione della produzione e consumo specialmente negli ultimi anni.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

VODKA

Per la produzione della vodka si possono utilizzare differenti materie prime ricche di zucchero o amido, come cereali e patate. I cereali, analogamente alla produzione della birra, devono essere prima sottoposti a maltazione prima di poter essere utilizzati.
Una volta separata la parte solida si procede con la fermentazione, ottenendo un liquido simile alla birra. Dopo un periodo di riposo, vengono eseguite almeno tre distillazioni: con la prima si ottiene la brantovka (vodka bruciata, 15°), dalla seconda la prostka (vodka rustica, 30°) e dalla terza l’okovita (acquavite, 70°). Con questo processo si portano il grado alcoolico del distillato e il suo livello aromatico alle soglie desiderate. A questo punto il liquido viene filtrato utilizzando carbone attivo.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

VODKA

Con successivi allungamenti di acqua si ottiene la gradazione definitiva con la quale la vodka verrà messa in commercio. A prescindere dal contenuto alcoolico, le vodka si possono distinguere in pure e aromatizzate (con addizione di succhi ed estratti di frutta).
Il modo tradizionale di consumare la vodka è in purezza, servita nel bicchiere da vodka classico russo – un piccolo calice dalle pareti svasate. E’ inoltre ottima per la preparazione di cocktail e long drinks come il Bloody Mary (con succo di pomodoro e limone, tabasco, salsa Worcester, sale di sedano, sale e pepe), il Sex on the Beach (con liquore di pesche peach schnapps, succo d’arancia e di cranberry), il Bullshot (con salsa Worcester, consommé di manzo, tabasco, sale di sedano, sale e pepe) e il Vodka Martini.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

VODKA

Altri cocktail e long drinks classici a base di vodka sono il Black Russian (vodka miscelata con liquore al caffè), il Black Irish (con liquore kahlua, bayley’s e una pallina di gelato alla vaniglia), il Blue Lagoon (con blue curaçao e succo di limone), lo Screwdriver (vodka miscelata con succo d’arancia) e il Vodka Lemon (vodka addizionata con soda lemon). La vodka trova inoltre impiego in diverse ricette della cucina italiana e di altri paesi, ben abbinandosi con gli ingredienti e non sovrastando mai i gusti delle pietanze.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

PIMENTO GINGER BEER

Dall’attenta miscelazione di aromi, spezie, frutta, peperoncino e succhi di frutta, nasce un’incredibile bibita frizzante chiamata Pimento. Una bevanda rinfrescante e frizzante al sapore di zenzero, tonica e peperoncino e con un basso contenuto di zuccheri ma ricca di gusto piccante e molto forte. Una vera e audace avventura! Una bibita senza alcool ma più GINGER BEER
Note di degustazione: Pimento è una bevanda unica ed innovativa prodotta in Francia. Ha un gusto forte come una bevanda alcolica, ma non contiene alcol.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

PIMENTO GINGER BEER

Questa rinfrescante bibita gassata è fatta con zenzero dalla Cina e dalla Costa d’Avorio (Africa), toniche e peperoncino naturale che proviene dalla Giamaica più arancio amaro, calce, origano e sapori di genziana naturale. È a basso contenuto di zucchero, molto piccante e piena di gusto.Al primo sorso è molto piena e fruttato con un aroma di zenzero e un tocco di agrumi, seguita poi da un gusto crescente di peperoncino che rende questa bevanda assolutamente unica.
Ai sorsi successivi diventa più morbida e più rotonda a causa dello zenzero, ma restando comunque non troppo dolce. Questo bevanda a basso contenuto di zucchero, è un’esperienza emozionante.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

PIMENTO GINGER BEER

Cos’è il Pimento? È importante capire le differenze tra ginger ale e ginger beer. Per la cronaca, un ginger ale è una bibita fatta con un basso contenuto di zenzero. Il ginger beer, è una soda fatta con un tenore elevato zenzero. Si chiama “birra” perché in passato, queste bevande “indiane” venivano prodotte con ingredienti freschi. Pimento è quindi, sia un piccante ginger beer, sia una piccante ginger ale! Per essere più poetici, potremmo dire che la degustazione è fruttata, altamente aromatizzata e ben speziata. Pimento è il figlio naturale di una ginger beer anglo-indiana e un succo di zenzero africano. forte di un alcool. Godetevi Pimento come cocktail, o associatelo al cibo fusion o alla gastronomia etnica.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

PIMENTO GINGER BEER

Pimento è stato lanciato all’inizio del mese di marzo 2009 a Parigi e il riscontro è stato immediato è stata un immediato e clamoroso successo. Da provare assolutamente miscelato con Roby Marton Gin nell’inimitabile ricetta “Italian Mule”.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

MEZCAL

Il mezcal o mescal, è un distillato messicano ricavato dalla pianta dell’agave. A differenza della tequila, il mezcal si produce solo con la parte centrale della pianta (piña) e da diverse varietà di agave, ad ognuna delle quali corrisponde una particolare varietà di mezcal. Per la sua produzione, si raccoglie la pianta di agave all’età di 6-8 anni di vita e si recidono tutte le foglie, lasciando solo la piña. La piña viene cotta in speciali forni interrati, triturata e fatta macerare per un periodo che va da 3 a 15 giorni. Il liquido ottenuto, separato dalla parte solida, viene distillato e lasciato riposare in botte. In base all’invecchiamento il mezcal si suddivide in blanco (chiaro, massimo 2 mesi), reposado (color oro chiaro, da 2 mesi a 1 anno) e añejo (colore scuro, oltre un anno).

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

MEZCAL

Il particolare aroma di alcuni mezcal è ottenuto depositando in ogni bottiglia una larva d’insetto, detta verme. Tra i modi di consumare il distillato, quello tradizionale messicano è in purezza, accompagnato da fette di arancia e un mix di larve fritte, peperoncino e sale chiamato “sal de gusano”. Il mezcal trova impiego anche nella miscelazione di cocktail come il Mezcalibur (con succo d’ananas) e il Toro Loco (con liquore al caffè).

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

TONICA

La tonica è una bevanda dissetante composta da acqua addizionata ad anidride carbonica, zucchero e aromi naturali, tra cui spicca il chinino a conferirle il suo tipico retrogusto amarognolo.

La sua origine risale alla pratica di unire acqua e chinino in polvere come rimedio contro la malaria per le truppe britanniche di stanza in Africa e Asia meridionale. Tuttavia, proprio il chinino in polvere conferiva alla bevanda un sapore molto amaro; i medici inglesi decisero quindi di rendere questa soluzione più appetibile con l’aggiunta di zucchero e soda, gettando le basi per quella che diventerà la famosa acqua tonica.

Nel corso degli anni la formula venne perfezionata, arrivando alla bevanda che noi tutti conosciamo: leggera, frizzante e dissetante.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

TONICA

La quantità di polvere di chinino presente nella tonica odierna, infatti, è il minimo indispensabile per conferire il tipico gusto alla bevanda senza avere effetti sulla salute del consumatore.

L’acqua tonica può essere consumata come bevanda dissetante oppure utilizzata come ingrediente per la preparazione di alcuni cocktail, i più famosi sono il gin tonic e la tequila bum bum.

Oltre alla ricetta classica, si trovano in commercio acque toniche aromatizzate al gusto di agrumi, tra cui lemon o lime e arancia.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

IZIA

Liquore estratto dalle radice della liquirizia di Calabria. La pianta di liquirizia cresce spontanea lungo i litoranei calabri. Solo questi terreni consentono lo sviluppo ottimale di glycyrrhizina, il principio attivo peculiare del succo di liquirizia, da almeno due secoli le note proprietà di questa leguminosa vengono sfruttate per la preparazione di caramelle. In tempi recenti è stato messo in produzione un liquore al gusto di liquirizia che sta ottenendo un grosso consenso di pubblico. Di colore quasi nero, ha un gusto dolce, dall’aroma tipico dell’essenza. Il succo di liquirizia viene addizionato all’alcol e allo sciroppo di zucchero. Dopo circa un mese è pronto per l’uso. Ottimo digestivo se degustato freddo.

(usa le frecce ai lati per sfogliare)

GRILLO

MONICA

OMAR

MR. WHO

ON-AGE VERIFICATION

By clicking on the button below you confirm to be at least of the minimum required age for drinking alcoholics in your Country.